Tra meno di un mese compio 17 anni, ma non so bene quanto durerà la scrittura di
questa lettera. Una lettera “di un pazzo”, una lettera di chi ha provato amore per la prima volta nella sua vita, due anni fa, di chi ha sempre avuto la mente influenzata dal romanticismo, dall’amore vero, puro, eterno, da un amore sconfinato.
Questa è la lettera di un ragazzo, che aveva solo voglia di amare, e invece si è trovato nell’uragano più pericoloso, rimasto traumatizzato psicologicamente dalla sua storia, ma che per fortuna non è mai caduto durante il tragitto, per ragioni sbagliate, forse, ma siamo tutti degli essere umani, e se deve esserci qualcuno perfetto, quello è Dio.
Una storia basata su pregiudizi, stress, poca determinazione e fin troppo amore, da parte di un sol cuore.
Ho un rapporto strano con la chiesa, ho le mie idee e i miei concetti riguardante quell’ente in cui credo, ma non capisco davvero perchè non potevamo essere tutti felici, senza aver bisogno di dover diventare forti, attraverso le esperienze. Non capisco come sia possibile il fatto che sia impedito l’amore, che è un qualcosa, se puro, di incontrollabile. Per chi è capace di sentirlo.

Ho scritto “qualcosa”  ma se ci pensate bene, l’amore è una malattia, tutto ciò che altera il nostro conscio e subconscio può essere considerata malattia. E come ogni malattia, questa porta solo dolore, e l’unico modo per stare bene è avere l’antidoto, composto esattamente dalla malattia stessa. Quindi per stare bene in amore penso sia necessario essere amati per davvero. Non credo ci siano altre vie…
Per quanto riguarda me, sto scrivendo questa lettera per chiarirmi le idee, non so a chi possa indirizzarla, potrei forse a te che stai leggendo, ma ho 16 anni al momento e potresti benissimo farti una risata sopra, e probabilmente saprai molte piu’ cose di me, molte piu’ rispetto a quelle che ancora devo scoprire.
Ho una confusione nella testa, è difficile spiegarlo, bisogna provarlo anche se non lo augurerei a nessuno, ho amato davvero con tutto me stesso, e ora il tempo mi sta consumando dentro, da mesi, ma credo che forse sia giusto cosi, lo chiamerei periodo di guarigione”, un periodo esattamente opposto a quello dell’innamoramento.
Ho sempre creduto nelle collane composte da mezzi cuori, dallo ying e dallo yang, ci ho creduto cosi tanto che sono arrivato ad essere dipendente, una cosa sbagliata, perchè nulla dura per sempre, e se si crede in ciò, si influenza molto la mente, e quando ci si ritrova soli, ci si ritrova persi, smarriti, come se avessimo letteralmente perso una parte di noi. Per fortuna ho capito che tutti noi siamo come dei frutti, ognuno è un frutto, composto di una propria sostanza, dei proprio gusti e dei propri sapori, delle proprie imperfezioni e delle proprie virtù, ognuno di noi è un frutto,intero. Non significa che le mele stanno bene solo con le mele o che le pere con le pere, insomma ovviamente sarebbero delle coppie ottime a parer mio, ma la vita mette a disposizione tante vie e se una banana capita con un
kiwi non significa che debbano per forza rompere la propria relazione, anzi, se c’è amore, nessuno dei due si spezza, si rimane interi e se stessi, per non perdersi mai, per imparare sempre di più, per essere resilienti.
Cosa significa? Significa saper rimanere in piedi nonostante le difficoltà, nonostante i dolori, nonostante si arrivi a momenti in cui si pensa di gettare totalmente la spugna, resilienti si diventa con l’esperienza e non si può nascere, e anche io sto cercando di esserlo, imparando da cio’ che ho fatto, ma mai cambiando me stesso, mai perdendo la mia dignità ( mai perderla ! ), penso che il primo passo per guarire sia perdonare se stessi, altrimenti non si riuscirà mai a perdonare l’altro.
Posso ritenermi fortunato, di essere rimasto chi sono, con le mie emozioni autentiche, anche se forse non le avrei mai volute, il mio format, pensiero di relazione è basato sulla sincerità e sulla fedeltà, quando due persone si mettono insieme, credo
fermamente che entrambi si mettano in gioco, quindi mi è difficile pensare a quelle relazioni nate dopo poco, per ripicca o semplicemente per la paura di rimanere soli, per me ci si mette in gioco e non si sbaglia mai, perchè se si ama, credo che
questo porti a non sbagliare mai.
Sto imparando che per rimanere autentici bisogna lasciar andare ciò che non vuole rimanere, ciò che pesa, la vita non ti porta via nulla, ma ti allontana col tempo da ciò di cui non hai bisogno, o meglio, da ciò di cui hai avuto bisogno, per capire di non voler
mai essere in un certo modo, per capire che la fiducia va data veramente con molto coraggio, del resto si sa, chi sa amare sa essere coraggioso, chi riceve amore sa essere forte. E forse è proprio questo ciò che rovina tutto, l’aumento di autostima, il desiderio di qualcosa che non si ha mai provato, il “voler cambiare” … sarà anche giusto, siamo adolescenti, probabilmente riderò su ciò che sto scrivendo, ma per ora credo che se davvero si vuole del nuovo, ma si ha davvero amato, allora lo si fa insieme,
sempre. Io la mia autostima l’ho distrutta, sono caduto in basso, troppo da uscire fuori di me, mi sono sentito sfruttato, buttato, utilizzato, sono davvero quasi crollato, ma
non c’è modo migliore di toccare il fondo per risalire in superficie.
Sono stato danneggiato psicologicamente dallo stress e mi è stato detto semplicemente che enfatizzassi, sono stato preso da tutto questo dolore ed è stato inevitabile l’uscire fuori di me, allontanarmi da chi ero.
Da quel momento ho deciso di non dirlo a nessuno e di riuscire a cercare di guarirmi da solo, non chiudendomi in me, non ripudiando qualsiasi altra cosa al mondo, ma osservando e capendo che nonostante tutto, sono rimasto fedele a ciò
che provavo, sempre, ero pronto a vivere una vita intera e nel giro di un mese la mia vita si è ribaltata.
Dopotutto lo sapevo, nella vita è inutile cercare e organizzare, i momenti e gli strappi arrivano, e non sei tu a decidere quando.
Dopo tutto, se c’è una cosa che voglio dire, è che ‘pazzo’ ‘folle’ sono parole che non mi offendono, non smetterò di essere me stesso per farvi un favore, non sono invidioso di nessuno, siamo diversi, e io miglioro ciò che sono, non mi lascio trascinare da nessuna
corrente. E per quanto tu, che stai leggendo, possa pensare che anche tu sei così, chiediti come eri prima, chiediti se sei lo stesso, chiediti se ti comporti con tutti allo stesso modo, per stargli simpatico o simpatica. Io lo facevo, ma ho smesso, perchè io non so odiare,
sono consapevole di aver sbagliato molto e di aver voluto recuperare troppo tardi, ma non sono cambiato, mi sono ripreso in mano ciò che era mio, la mia autenticità, quella che caratterizza le vere persone, quelle sincere, quelle che rimangono, quelle che sanno voler davvero bene.
Perchè il bene è fonte di sorriso nei nostri cuori, amare invece è attrazione fisica, l’amore sono le cose sporche.
Il tenere ad una persona, il provare dei sentimenti nei suoi confronti, quello, quello è voler del VERO bene. Almeno è ciò che penso, potrai essere d’accordo o meno ma questa è una tua decisione, non sto provando a convincere nessuno, anzi probabilmente si,
me stesso. Convincermi che sia giusto e che sia costruttivo tutto ciò, che sia del tutto normale.
Ci sono tante verità e tante menzogne ignote, avrei voluto dirle, ma per cosa, dare soddisfazioni? Non ne vale la pena.
In fin dei conti la rabbia rimane, questa lettera è indirizzata a te,

alcune persone portano la felicità ovunque vanno, altre solo quando se ne vanno.

Io voglio essere il primo tipo di persona ma so bene che è quasi impossibile, potrò piacere e non piacere, ma almeno ora sono sicuro di volere un frutto al mio fianco, un frutto malato, non un mezzo frutto alla ricerca del completamento. Mi sono affidato totalmente alle mie emozioni e sono state tutte tradite, a partire dalla sincerità, la cosa più grave forse, mentire. Ci saranno state cause giuste per cui farlo? Non conta, non si mente, mai.
E ricordate che non si sbaglia mai da soli.
Su qualcosa ci rido anche, per quanto sia stato ridicolo, ho avuto davvero tanta pazienza nonostante i miei sbagli, ho sempre sopportato, anche troppo.
E’ stato un colpo di fortuna, andare avanti, ero sensibile e forse il dolore che sento ancora quotidianamente mi sta portando ad avere una corazza, una di quelle, però, che possono togliersi col tempo, perchè se la corazza rimane ti proteggi, ma allo stesso tempo ti nascondi da chi vorrebbe realmente amarti.
Io, altamente sensibile, probabilmente non meritavo uno stress psicologico cosi dannoso, dove l’amore è sinonimo di ostacolo continuo, dove le buone intenzioni col tempo sono state fraintese e andate fuori uso. Io, altamente sensibile, non voglio dimenticare perchè tutto ciò mi sta rendendo migliore, e quel bambino che ho dentro non se ne andrà certo per un’esperienza.
Sono anche convinto che dei due ci sia andato meglio io, nonostante sia l’unico qui a starci male, se sto ancora così significa che il mio era un sentimento vero dopotutto, non era dipendenza o ossessione, ma puro e semplice infinito amore, ho scoperto grazie a questo di non essere io quello che ha paura di rimanere solo.
D’altronde, se non stai bene con te stesso, è anche giusto che si abbia paura della solitudine, e d’altronde, dopo nemmeno un mese ho avuto la conferma
di quanto i miei pensieri fossero ragione, ma io a differenza di qualcun’altro ho imparato e ho imparato a volermi bene, anche da solo.
Ho imparato a sorridere davvero, e sono davvero felice di non essere una di quelle persone che va di ripicca e vendetta.
Sono felice perchè ora che sto guarendo, mi sto rendendo conto di quel poco di vero che c’era in te, sempre se un “te”, ora, e solo ora, possiamo definirlo.

Il carattere e la forza non derivano da quanto si resiste in un periodo di problemi, ma da quanto si è capace di non crollare dopo la fine di tutti questi.

Ho avuto la mia soddisfazione forse, anche se sinceramente non la cercavo, ma è meglio cosi.
Non dico di non volermi ora mai piu’ ammalare d’amore, non dico di odiare perchè non riesco, ma so di stare bene con me stesso, so chi mandare a fanculo e
chi ringraziare, grazie a me e a nessun’altro. E’ giunta l’ora di iniziare a regalare assenze a chi non vi valorizza, di riprendere la propria strada e cominciare
ad asfaltare.
E’ così che termino questa breve lettera, indirizzata principalmente a me, ma che può far ragionare, nonostante sia un adolescente, nel pieno delle sue crisi emotive.

Ringrazio te lettore se sei arrivato a leggere fino a qui, e se ti va di raccontarmi la tua esperienza, puoi farlo benissimo qui sotto, o anche in privato, ti basta cliccare, anche se vuoi conoscermi, qui.

Annunci