E’ la vita giusto? Un incrocio di situazioni, che si pensa di aver organizzato, ma che in realtà sono avvenute spontaneamente, per portare altri percorsi, spontanei a loro volta, fino a trovare quegli strani sentieri, che siamo abituati a chiamare “coincidenze“.

Quando si pensa che tutto sia frutto del destino e che questo non sia possibile modellarlo, beh, forse si ha ragione, almeno è un mio pensiero.

E’ cosi che nascono le cose, è così che nasce un bambino, un essere umano, nasce nel momento in cui inizia a comprendere, inizia a fare esperienze, immagazzinare ricordi, è lì, che inizia la vera vita. Quel bambino poi crescerà, inizierà a confrontare le sue esperienze con quelle degli altri, migliorerà il suo pensiero in bene o in male a seconda dei suoi punti di vista, inizierà qui l’intreccio dei percorsi, appartenenti tutti, alla sua unica e infinita vita, ricca di emozioni e di coincidenze.

E’ cosi che ci siamo conosciuti, attraverso un intreccio, come le nostre menti forse, contorte ma semplici come il pane, libere ma mature, responsabili, ma con teste dure.

Ci siamo conosciuti tramite due grandi bestie cattive, il gioco e l’impulsività, senza però dover dimenticare la spensieratezza e la sincerità. E’ strano pensare a come sia bello credere ad un qualcosa di simile, una cosa diversa dalle altre, pensare che il diverso abbia agito su di noi sin dall’inizio. Dopo tutto ognuno vuole sentirsi ed essere diverso, dopo tutto il diverso è che ciò che incuriosisce, e cosa c’è di meglio di bambini, che pur crescendo, rimangono con la medesima curiosità, quella con occhi da piccoli cerbiatti ma grandi esploratori, piccoli motori pronti a far partire un razzo di sensazioni.

E a pensarci bene sono stato incuriosito, e mi sono lasciato trasportare, a quello che la vita mi ha portato ad incontrare. Ho uno scudo e una corazza che nasconde una mente pazza, voglio crescere e mai smettere, senza pensieri da manomettere.

E a pensarci bene ho incontrato un’assenza di paura, di vergogna, che ha permesso di aprire le mura. Le mura delle nostre vite, che pur essendo ancora molto ignote, probabilmente ora ci stanno permettendo di sfogare turbamenti passati, che ci hanno fatto credere malati, lasciandoci a quelle strane emozioni che ci portano a pensare, a cosa possa essere il bene, e quanto, con questo, si possa amare.

Incuriosito dal mio colore preferito forse sono stato inconsciamente colpito, ma c’è un pensiero che mi segue, un pensiero che mi parla, sussurra, canta, su come io debba essere, per non dimenticare, ciò che mi ha reso migliore, attraverso il dolore.

Due nuovi bagagli sono appena arrivati, il tempo di sosta non è stabilito, si sa solo che i due vogliono vivere nel mito, rimanere nell’astratto, lasciarsi al matto, nuotare nel contorto e ragionare  e discutere per non avere torto. Riguardo ad una grande bugia di questo mondo, che il “per sempre” esiste è vero, ma non è tutto tondo. Ricco di ostacoli, variazioni, coincidenze e sensazioni, il per sempre esiste è vero, ma solo con se stessi, e i propri pensieri, infiniti di milioni.

Trovare qualcuno che fa stare bene, o è paura di solitudine, o è qualcuno che ci tiene.

Nel corso della vita si dicono infinite cose che forse svaniranno nel tempo, per via delle esperienze che ci fanno capire, ma dopo tutto sono un bambino dentro, e amo credere che questo benessere si potrà approfondire, o addirittura, non potrà mai finire.

-Uno squarcio di mente per chi sento di frequente

 

Annunci