Non sarà questa la lettera in cui ti dirò ciò che ho dovuto sopportare fino ad essere stato costretto ad affrontarlo, ne di quello che ho fatto, ho pensato, faccio e penso ancora ora.
Non sarà questa la lettera in cui parlo di ciò che tu hai scelto di vivere per colpa mia e per colpa di tutto ciò è stata la nostra relazione, non mi soffermerò sul giusto o sul sbagliato, dopotutto è solo una questione di punti di vista.
Ci sarebbero tantissime e infinite cose da dire, ma non è questo il momento in cui dirle, siamo stati conoscenti, amici, migliori amici, fratelli, siamo stati fidanzati e siamo stati nemici, brusca è stata la nostra fine. Ma non mi soffermerò nemmeno su questo.
Ci sarebbero tante cose da dire, ma non importa adesso e forse non importerà mai abbastanza; ci sono due cose però che ho scelto di affrontare e dire, semplici e banali, ma che sono state di un peso enorme, nascosto da ciò che sono stato.
A differenza di quanto possano gli altri, forse, dire, a me non importa se andrai a spifferarlo a qualcuno o se avrai la fiducia di vivere questo momento tra te e te.
La prima parola che ti devo è scusa. Sono sicuro che anche tu, come me, sei riuscita
ad avere un rapporto anche con te stessa in questo lungo periodo, non voglio il perdono e non sto commiserando il passato, scusa te lo dico per l’ingenuità che avevo, pensando al bene tuo quando non sapevo nemmeno chi fossi, semplicemente perchè -non ero- ancora. Offuscato da utopie e sentimenti inarrestabili, mentre tu eri capace di fermarli, se dovevi. Scusa non è un rimpianto tantomeno una pulizia di coscienza, è il percorso della vita in quanto tutti nasciamo e tutti moriamo, ma in contemporanea cresciamo continuamente senza mai cambiare le nostre basi, se è ciò che vogliamo, commettiamo errori, subiamo torti, e alzare la testa, chiedere scusa e accettare le scuse, è un gran passo verso il proprio futuro, anche se non lo sto facendo per me.
Non so in quale veste scriva tutto questo, ma se ho sentito ora il bisogno di scriverlo probabilmente andava fatto, forse sarà stato solo qualche residuo tornato in superficie, o forse non mi conosco ancora abbastanza per definirlo.
Sono state dette molte cose su di me con la quale adesso ancora convivo, nella maniera più semplice e spensierata possibile, perchè ho capito di non voler essere chi ero e di voler iniziare ad avere un vera definizione di me.
Ma non sarà questa la lettera dove descriverò questo.
Probabilmente non mi starai ascoltando, oppure non mi starai leggendo, tutte le volte che ho provato ad organizzare qualcosa, il destino ha sempre pensato che non andasse fatto in quel modo, e forse non imparerò mai davvero come si riesce in questo.
Trattenermi dallo scrivere molte cose è piuttosto complicato devo ammetterlo, è la seconda volta in tutta la mia vita che mi capita di scrivere qualcosa del genere, e sono sorpreso, ma non starò qui a dirti il perchè.
La seconda parola che ti devo è grazie.
Mi riempio di domande, a volte penso troppo e mi chiedo quante persone pensino questo di te come lo penso io ora e di quanto potrà essere banale e stupido tutto questo.
Non sono mai stato bravo a sfogarmi, adoro ascoltare e dare una mano, ora più che mai anche se è sempre stato cosi, ma non ho mai saputo sfogarmi, mi sentivo debole nel farlo, e questo grazie e per tutte le volte che ad un problema, ci mettevi oggettività, nonostante io non l’accettassi e non riuscivo a farmene una ragione.
Di tempo ce ne è voluto, la parte divertente è che non so nemmeno io per cosa, ce ne è voluto per tante cose, eppure non so ancora cosa voglio dire a me e a te con questo piccolo pensiero. Ma forse dovevo o forse il destino mi ha preso ancora per il culo, ma mi va bene così, dopotutto credo che il bello della vita sia proprio questo, viverla.

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