Scriviamo per farci sentire,

scriviamo per farci ammirare,

superiamo noi stessi, noi scrittori, resistori,

che opponiamo resistenza al falso e senza amori.

Parliamo per farci valere,

parliamo per deviare

una mente disordinata e autogestita,

da un animo affamato di affetto e agonia,

senza spine, parallelo, con affetto vola via.

Sentiamo per poi interagire,

sentiamo per imparare,

una folle vita in corsa

che gareggia con il tempo,

in lotta senza sosta,

per il ritorno

verso Dio.

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