Un’eterna scheggia rifiorisce nel divario,

tra la gente e me, vista da un sipario,

tutto torna se si pensa ad un teatro,

ad una vita condannata in un baratro.

Un divario abissale per tutti, ma per nessuno,

morti in rancore, condividendo dolore,

in una scheggia la salvezza,

per me,

da tutta questa incertezza.

Che mi salvi da ciò che ero,

allontani da ciò che sono,

debole d’amore, privo di compassione.

Che mi salvi da ciò che distrugge,

in un bacio da cui nessuno fugge,

che sia per me una scoperta,

che ti tenga con me, nella mia mano, per te, aperta.

Che sia gioia emanatrice, una storia generatrice,

in questo c’ho speranza,

conservata a noi,

un’altra porta di cuore,

io, tu,

il cuore che danza.

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