Cosi pieno, da sentirsi vuoto,

cosi alienato, da sentirsi a disagio,

come se prima di un terremoto,

ne avessimo già avuto il presagio.

La paranoia del mezzo,

la gioia insufficiente,

star vivendo nel punto medio,

volendo vivere tutto o niente.

Oscillante, troppo spesso,

un’abitudine che divora,

non riconoscere più se stesso,

sentir il benessere che implora.

Lo sbalzo di costanza,

che dilania il vero,

la fiducia, non abbastanza,

come il riuscire a star sereno.

Al patibolo elegante,

giunto estenuato,

puntuale,

la sentenza di una condanna,

per un malato

e il suo cuore che lo assale.

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